Empowerment

ARGOMENTI TRATTATI EMPOWERMENT


ASCOLTO ATTIVO E COMUNICAZIONE EFFICACE

Sentire, ascoltare e ascoltare attivamente sono tre modalità diverse di entrare in relazione col mondo intorno a noi e che richiedono livelli diversi di coinvolgimento; l’ascolto attivo ha delle caratteristiche particolari che richiedono di mettere in campo tutta la sensibilità, l’attenzione, l’intelligenza e l’empatia di cui siamo capaci.
La comunicazione efficace ci consente di stabilire un contatto autentico con l’altro e di attivare un tipo di dialogo più efficace e proficuo.

  • Cosa significa comunicare
  • La Pragmatica della comunicazione
  • Imparare ad ascoltare attivamente
  • Evitare “errori” nella comunicazione
  • Sviluppare l’empatia
  • Utilizzare il V/A/K e il non verbale
  • Imparare a fare domande
  • Utilizzare un linguaggio assertivo

TEAM BUILDING

Il team building è un potente acceleratore dei processi di apprendimento, realizzabile anche al di fuori dell’ambiente di lavoro attraverso una formazione esperienziale.
La finalità è allenare il gruppo, valorizzare e incentivare la capacità di lavorare in team definendo obiettivi sfidanti, ma soprattutto comuni, per far conseguire all’azienda un miglioramento della performance.
La “modalita’ gioco” proietta il gruppo in una relativa serena competizione, dove vengono esaltate le dinamiche di curiosità, problem solving, creatività, ma soprattutto di spirito di squadra e di cooperazione.
Le 5 Fasi:

  1. Briefing
  2. Brainstorming
  3. Progettazione
  4. Condivisione
  5. Esecuzione

Il gruppo di lavoro deve essere in grado di affrontare un problema, comprenderlo a fondo, trovare una soluzione condivisa e metterla in pratica.
Il team building può avere una valenza formativa, se associato ad un analisi dettagliata dei bisogni, a fasi strutturate di debrief o semplicemente può avere una valenza ludica, se l’obiettivo fosse quello di far divertire e creare senso di appartenenza ad un team.


INTELLIGENZA EMOTIVA

Con intelligenza emotiva ci si riferisce a un costrutto psicologico che definisce la capacità di usare le emozioni con intelligenza, essendo in grado di identificarle (le proprie e quelle degli altri), comprenderle e gestirle per essere emotivamente intelligenti riuscendo ad ottimizzare qualsiasi tipo di problema e/o relazione.
L’I.E. si fonda su due tipi di competenza, una personale – connessa al modo in cui controlliamo noi stessi – e una relazionale, legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.
Tra queste caratteristiche rientrano:

  • La capacità di motivare se stessi e di continuare a perseguire un obiettivo nonostante le frustrazioni.
  • La capacità di controllare gli impulsi e rimandare la gratificazione.
  • La capacità di modulare i propri stati d’animo evitando che la sofferenza ci impedisca di pensare.
  • La capacità di essere empatici.

Alla base della competenza personale si trova la consapevolezza, la padronanza di sé e la motivazione.
Tutti concordano sull’importanza di un’efficace comunicazione per creare relazioni sane e reciprocamente gratificanti, nonostante ciò, comunicare bene diventa sempre piu’ difficile, innumerevoli situazioni di conflitto interpersonale finiscono nello sterile gioco a somma zero, che vede tutti perdenti, anche se qualcuno conserva l’illusione di aver vinto a spese dell’altro.
Le emozioni sono dotate di una forza dirompente che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, paralizzando la nostra capacità di agire lucidamente.
Troppo spesso comunichiamo senza applicare i principi dell’intelligenza emotiva…


PUBLIC SPEAKING

Public speaking è la capacità di porsi in modo efficace di fronte a chi ci ascolta, ma non solo, è anche la capacità di condurre delle presentazioni efficaci in pubblico.
La comunicazione in tutte le sue innumerevoli forme pervade tutto il mondo del business. Attraverso le conference call, incontri di lavoro, presentazioni di nuovi prodotti, workshop, eventi pubblici, ect.. L’importanza di sviluppare le giuste competenze per comunicare in modo efficace ad un pubblico variegato, è ormai un must condiviso. Essere un brillante oratore non significa solamente eesere in grado di parlare ad un gruppo di persone, limitandosi ad esprimere i propri pensieri, ma consiste anche nel trasferire emozioni, in modo chiaro, strutturato ed accattivante. La maggioranza degli oratori di successo si prepara intensamente e non improvvisa mai un discorso. Nessuno riesce a sottrarsi all’aumento di adrenalina che accompagna la presentazione di fronte ad un pubblico. Un bravo oratore ha imparato a trasformare la paura e ad usarla a suo vantaggio.
La paura di parlare in pubblico non si deve trasformare in un ostacolo alla crescita personale e professionale.

Sviluppare le competenze di public speaking consente di:

  • aprirsi a nuove opportunità di avanzamento di carriera;
  • distinguersi dai propri competitors;
  • attrarre clienti adeguati al prorio business;
  • migliorare la comunicazione interna;
  • presentare in modo efficace le informazioni tecniche;
  • migliora la produttivita’ dei dipendenti.

PROBLEM SETTING E PROBLEM SOLVING

Quando ci si riferisce a metodi e tecniche di soluzione dei problemi si parla di “problem solving”. Il termine inglese problem solving indica il processo cognitivo messo in atto per analizzare la situazione problematica e escogitare una soluzione.
La soluzione del problema è un processo che passa attraverso le seguenti componenti:

  • Problem finding = rendersi conto del disagio
  • Problem setting = definire il problema
  • Problem analysis = scomporre il problema principale in problemi secondari
  • Problem solving = eliminare le cause e rispondere alle domande poste dal problema
  • Decision making = decidere come agire in base alle risposte ottenute
  • Decision taking = passare all’azione

Il problem solving può servire a definire problemi in una situazione conflittuale.
Spesso il problema sorge su un problema latente, non definito o su un problema definito.
Nella definizione e soluzione del problema “vince” chi propone la soluzione che ha un rapporto migliore fra costi e benefici. Quando non è così, il conflitto è ancora presente nel processo di problem solving, per cui non viene accettata la soluzione migliore, ma quella più gradita a chi ha il potere più forte.

Così facendo il problema non viene né definito né risolto, e si ripresenta alla prossima occasione, o nel migliore dei casi, si dissolverà, o sarà risolto da altri.
Per analizzare le carenze, i bisogni, i disagi, i desideri, si usano tecniche di analisi.
Per stimolare la propria creatività, per organizzare le idee e per prendere decisioni, si usano tecniche mentali.
Le tecniche di gruppo servono a gestire e stimolare gruppi di lavoro e ad ottimizzare il rendimento delle riunioni.
Giochi e simulazioni ci aiutano a rappresentare situazioni reali in modo da comprenderne meglio dinamiche e comportamenti.
Il problem solving e la tecnica del F.A.R.E.

  1. Focalizzare: selezione e definizione del problema (circoscriverlo). È possibile aiutarsi come una descrizione scritta
  2. Analizzare: definizione delle informazioni da ricavare e della loro importanza per poi raccogliere i dati.
  3. Risolvere: creazione di soluzioni alternativa e selezione della migliore. Sviluppo di un piano di attuazione.
  4. Eseguire: definire l’obiettivo desiderato, esecuzione del piano e monitoraggio dei risultati.

COACHING

Il coaching è una strategia di formazione che, partendo dall’unicità dell’individuo, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team, manageriali e sportivi; attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirando a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale per migliorare la qualità della propria vita.
ICF (International Coaching Federatition) definisce il coaching come una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale e serve a chi:
– vuol far quadrare il bilancio della propria vita privata o professionale;
– vuole migliorare i rapporti con gli altri;
– desidera sviluppare le proprie potenzialità;
– sente il bisogno di trovare le risposte giuste ai propri problemi.

  • Facilitando la scoperta, la chiarezza e l’allineamento degli obiettivi che la persona
    desidera raggiungere;
  • Accompagnando ciascuno in una scoperta personale di tali obiettivi;
  • Facendo in modo che le soluzioni e le strategie da seguire emergano dal soggetto stesso;
  • Lasciando piena autonomia e responsabilità.

IRM – Gestione delle relazioni interpersonali

L’IRM consiste nella gestione di schemi linguistici, comunicativi e comportamentali che incidono significativamente sulla relazione con l’altro.
Un soddisfacente comportamento relazionale e socializzante richiede lo stabilirsi di capacità cognitive ed emozionali, espresse nella comunicazione interpersonale, che costituiscono pre-requisiti della massima importanza per l’adattamento sociale del soggetto e serve a chi:
– desidera comunicare meglio;
– desidera saper comunicare efficacemente per esporre le proprie idee, per parlare in pubblico, per affermarsi nel lavoro;
– si trova ad affrontare situazioni di conflitto.

  • Facilitando i partecipanti a concordare gli obiettivi delle singole persone e del gruppo.
  • Sviluppando capacità di ascolto e osservazione: sono le capacità base per la gestione del clima e delle relazioni interpersonali, favoriscono la comunicazione, intesa come processo con cui si trasferiscono significati da una persona all’altra, e contribuiscono allo stabilirsi di rapporti costruttivi di collaborazione.
  • Aiutando le persone a saper negoziare per comporre le divergenze, gestire i conflitti e definire gli obiettivi da perseguire. La gestione formativa del conflitto è importante per poter affrontare il confronto con la diversità non come uno scontro, ma come un’esperienza che, pur destabilizzando, spaventando e disorientando, fa sperimentare relazioni autentiche in cui non si parla soltanto di ciò che accomuna, ma in cui ci si soffermi sulla diversità al fine di prenderne coscienza e potersi così confrontare .Sono necessarie tolleranza, flessibilità, capacità di ascolto e creatività.
  • Favorendo la capacità di dominare lo stress e far fronte all’incertezza, gestendo correttamente il tempo.

ENPOWERMENT LINGUISTICO

L’empowerment linguistico è un approccio centrato sulla persona, che permette il raggiungimento di una specifica forma mentis: un modo di relazionarsi alla lingua (straniera) che massimizza l’autoefficacia e l’indipendenza e serve a chi:

  • desidera, tramite un processo di comprensione e l’applicazione di specifiche metodologie, essere in grado di approcciarsi in modo sereno, motivato e consapevole alla lingua straniera e di padroneggiare avanzati strumenti di autoapprendimento, integrabili nella normale vita quotidiana e lavorativa.
  • desidera riconquistare la consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità e del proprio agire
  • vuole affrontare sfide culturali e linguistiche.

Aiutando le persone a:

  • valutare le proprie competenze;
  • Incrementare le capacità e la sicurezza nell’uso della lingua straniera per acquisire fiducia nell’utilizzo della stessa per mettere in pratica le capacità negoziali acquisite;
  • ampliando il proprio vocabolario e le strutture grammaticali;
  • usare in modo appropriato la lingua inglese durante i meeting, per condurli, parteciparvi e presentare i propri punti di vista e opinioni.